Inghilterra al Mondiale 2026: Eterna Incompiuta o Anno Buono?

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Un mio collega inglese ha un tatuaggio che dice “It’s coming home” — se lo e’ fatto nel 2018, quando l’Inghilterra e’ arrivata in semifinale al Mondiale in Russia. Da allora: finale dell’Europeo 2020 persa ai rigori in casa, quarti al Mondiale 2022, finale dell’Europeo 2024 persa di nuovo. Quattro tornei, quattro delusioni progressive, lo stesso ritornello che si ripete: “Questa volta e’ diverso”. L’Inghilterra al Mondiale 2026 arriva con la rosa piu’ talentuosa della sua storia recente e il peso di una nazione che non vince un torneo dal 1966. Sessant’anni di attesa, sessant’anni di promesse non mantenute. Eterna incompiuta o anno buono? Dopo nove anni di analisi, propendo per la prima ipotesi — ma con meno certezza del solito.
Qualificazione e il nuovo corso: cosa e’ cambiato
Il post-Europeo 2024 ha portato un cambiamento significativo sulla panchina inglese. Gareth Southgate, dopo otto anni di servizio e risultati che qualsiasi altro Paese avrebbe celebrato, ha lasciato. Il nuovo corso ha portato idee tattiche diverse — piu’ pressing, piu’ aggressivita’ nel possesso, meno dipendenza dal contropiede — e le qualificazioni europee hanno mostrato segnali incoraggianti.
L’Inghilterra ha dominato il proprio girone di qualificazione con la facilita’ che ci si aspetta da una rosa di questo livello. Le vittorie sono state larghe, il gioco piu’ fluido rispetto all’era Southgate, e la transizione tattica ha proceduto senza le crisi di risultati che spesso accompagnano i cambi di allenatore nelle nazionali. Il dato piu’ incoraggiante e’ il numero di gol segnati — superiore alla media delle qualificazioni precedenti — e la varieta’ delle soluzioni offensive: gol dal gioco aperto, da calcio piazzato, da azioni individuali, da combinazioni rapide. Un’Inghilterra che segna in tanti modi diversi e’ un’Inghilterra piu’ pericolosa.
Il dubbio resta sulla tenuta mentale nei momenti decisivi. Le qualificazioni non testano la capacita’ di una squadra di gestire la pressione di una partita a eliminazione diretta in un grande torneo — e li’, storicamente, l’Inghilterra crolla. I rigori persi nella finale dell’Europeo 2020, il gol subito nei minuti finali della finale 2024, la rimonta subita dalla Francia nel 2022: sono cicatrici che una nuova guida tecnica puo’ cercare di curare, ma non cancellare. Il nuovo allenatore ha lavorato molto sulla mentalita’ durante le qualificazioni — esercizi specifici sulla gestione della pressione, simulazioni di situazioni di svantaggio, lavoro psicologico con lo staff. Ma finche’ non vedi i risultati in una partita vera, contro un avversario vero, con la pressione vera di un Mondiale, tutto resta teorico. L’Inghilterra ha il talento per vincere qualsiasi partita del torneo — quello che non ha e’ la certezza di poterlo fare quando conta di piu’.
Bellingham, Saka e il talento infinito: la mia pagella
Se giudicassi le squadre del Mondiale solo sulla qualita’ dei singoli, l’Inghilterra sarebbe la favorita numero uno. Jude Bellingham del Real Madrid e’ il centrocampista piu’ completo del calcio mondiale a 22 anni — segna, crea, difende, trascina. Al Real ha vinto tutto, in Nazionale ha gia’ segnato gol decisivi in due Europei. Il mio voto: 9.5/10.
Bukayo Saka dell’Arsenal e’ il giocatore piu’ decisivo dell’Inghilterra nelle fasi finali dei tornei — ha segnato tre gol all’Europeo 2024 e ha dimostrato una maturita’ impressionante per un esterno di 24 anni. La sua capacita’ di giocare sia a destra che a sinistra, di creare superiorita’ numerica nel uno-contro-uno e di calciare da fuori area lo rende un’arma tattica versatile. Dopo il rigore sbagliato nella finale dell’Europeo 2020 — un momento che avrebbe distrutto molti giocatori alla sua eta’ — Saka ha mostrato una resilienza mentale che e’ cresciuta torneo dopo torneo. Al Mondiale 2026, sara’ uno dei giocatori piu’ pericolosi del torneo, capace di cambiare una partita in qualsiasi momento con una giocata individuale. Voto: 9/10.
Phil Foden del Manchester City porta il talento piu’ puro della rosa inglese — quella capacita’ di inventare giocate dal nulla che al Mondiale puo’ risolvere partite bloccate. Il problema di Foden e’ sempre stato il rendimento con la maglia dell’Inghilterra, inferiore a quello con il City — una discrepanza che gli allenatori precedenti non sono riusciti a risolvere. Se il nuovo allenatore riesce a trovare il ruolo giusto per lui — e le qualificazioni suggeriscono che ci stia riuscendo, utilizzandolo come mezzala offensiva piuttosto che come esterno — Foden puo’ essere il fattore X del torneo. Al City ha vinto tutto: Premier League, Champions League, Mondiale per club. All’Inghilterra manca solo il trofeo per completare il curriculum. Voto: 8/10 per il potenziale, condizionato al rendimento in nazionale.
Harry Kane resta il centravanti — il capitano, il capocannoniere della storia della nazionale, il riferimento offensivo intorno a cui gira tutto. A 32 anni, Kane ha perso un po’ di velocita’ ma ha guadagnato in intelligenza posizionale e capacita’ di gioco spalle alla porta. Al Bayern Monaco ha continuato a segnare con regolarita’ impressionante, dimostrando di poter rendere al massimo livello anche fuori dalla Premier League. Il mio voto: 8/10.
La difesa e’ il reparto dove l’Inghilterra mostra le maggiori incertezze. La coppia centrale cambia spesso, i terzini non sono al livello dei migliori d’Europa, e la protezione del centrocampo davanti alla difesa e’ un tema irrisolto. Declan Rice dell’Arsenal fa un lavoro enorme ma non puo’ coprire da solo gli spazi che un pressing alto lascia alle spalle. Trent Alexander-Arnold, il terzino destro del Liverpool con piedi da centrocampista, offre un’opzione offensiva straordinaria ma una copertura difensiva che preoccupa — al Mondiale, contro attaccanti come Vinicius o Mbappe’, ogni errore posizionale viene punito. In porta, Jordan Pickford resta affidabile — soprattutto nei rigori, dove ha una statistica di parate eccezionale — ma non e’ un portiere da top-5 mondiale. La mia preoccupazione principale e’ che la difesa inglese subisca gol evitabili nei momenti decisivi — esattamente come accaduto nelle ultime due finali europee. Voto medio difesa: 7/10 — il reparto che puo’ costare il torneo all’Inghilterra.
Girone L: Croazia, Ghana, Panama — facile? Non cosi’ in fretta
Il Girone L e’ stato immediatamente etichettato come “il girone della morte leggero” — un gruppo senza un vero favorito assoluto ma con quattro squadre che possono tutte battere tutte. L’Inghilterra e’ la piu’ forte sulla carta, ma la Croazia e’ un avversario che al Mondiale si trasforma, il Ghana ha una tradizione di risultati sorprendenti, e Panama ha l’esperienza del 2018.
La Croazia e’ la squadra che mi preoccupa di piu’ per l’Inghilterra. Nonostante la rosa stia invecchiando — Modric ha 40 anni, Perisic e Brozovic non sono piu’ quelli del 2018 — la Croazia ha un DNA da torneo che poche nazionali possono eguagliare: finale nel 2018, terzo posto nel 2022, sempre competitiva nelle fasi a eliminazione diretta. C’e’ qualcosa nella mentalita’ croata — forse l’eredità della generazione Suker-Boban del 1998, forse il carattere di una nazione piccola che non si arrende mai — che produce risultati superiori alla somma dei singoli. La nuova generazione — Gvardiol del Manchester City, Sucic del Real Sociedad, Baturina della Dinamo Zagabria — sta prendendo il testimone con naturalezza, e la presenza di Modric come guida spirituale in campo garantisce una continuita’ che pochi ricambi generazionali riescono a mantenere. Inghilterra-Croazia sara’ la partita chiave del girone, e non mi sentirei sicuro di pronosticare la vittoria inglese — specialmente considerando che la Croazia ha battuto l’Inghilterra in semifinale al Mondiale 2018, un precedente che pesa nella psicologia dei Three Lions.
Il Ghana porta atletismo, velocita’ e imprevedibilita’ — la ricetta perfetta per creare problemi a qualsiasi avversario nella fase a gironi. I Black Stars hanno una tradizione di prestazioni eccellenti ai Mondiali (quarti nel 2010, dove solo un rigore parato da Suarez — con la mano — li ha fermati) e una rosa che mescola esperienza europea con giovani talenti delle accademie ghanesi che producono calciatori a ritmo impressionante. Panama completa il girone con l’esperienza del 2018, quando ha partecipato al suo primo Mondiale, e un calcio organizzato che punta sulla solidita’ difensiva e il contropiede.
La mia previsione: Inghilterra prima con 7 punti, Croazia seconda con 5, Ghana terzo con 3, Panama quarta con 1. Ma un pareggio Inghilterra-Croazia e una vittoria del Ghana sulla Croazia ribalterebbero tutto — ed e’ uno scenario tutt’altro che improbabile. Il Girone L e’ uno di quelli dove consiglio di non piazzare scommesse sulla qualificazione fino all’ultima giornata: troppe variabili, troppo equilibrio, troppo rischio di sorpresa.
Quote Inghilterra: troppa fiducia del mercato?
L’Inghilterra e’ quotata tra 7.00 e 9.00 per la vittoria del Mondiale 2026 — una delle prime quattro favorite del torneo. La probabilita’ implicita e’ tra l’11% e il 14%. Il mio modello le assegna un 10% — leggermente sotto il mercato. La differenza e’ piccola, ma il segnale e’ chiaro: il mercato sopravvaluta leggermente l’Inghilterra, probabilmente per il peso della Premier League e la visibilita’ mediatica dei suoi giocatori.
Il problema dell’Inghilterra non e’ il talento — e’ la capacita’ di tradurre il talento in risultati nei tornei. In sei grandi tornei dal 2016 al 2024, l’Inghilterra ha sempre raggiunto almeno i quarti di finale ma non ha mai vinto. E’ una squadra che arriva sempre vicina al traguardo e non lo raggiunge mai — e questa narrazione, alla lunga, diventa una profezia che si autoavvera. I giocatori sanno di giocare per una nazionale che “non vince mai”, e questa consapevolezza pesa nei momenti chiave. Per chi analizza le quote, e’ un fattore intangibile ma reale: il mercato prezza il talento della rosa ma non penalizza abbastanza il deficit mentale nei momenti decisivi, il che rende l’Inghilterra sistematicamente sopravvalutata nelle quote vincitore del torneo.
La mia scommessa preferita sull’Inghilterra e’ “Inghilterra non vince il Mondiale” — una scommessa contrarian che paga poco (intorno a 1.10-1.15) ma che considero quasi certa. Per chi cerca valore in positivo: “Bellingham miglior giocatore del torneo” a 10.00-12.00 e’ una scommessa con un rapporto rischio-rendimento interessante — se l’Inghilterra arriva in semifinale, Bellingham sara’ il favorito per quel premio. Piu’ dettagli nella mia analisi delle quote del Mondiale.
L’Inghilterra al Mondiale 2026 e’ il talento allo stato puro in cerca di un trofeo che lo consacri. Bellingham, Saka, Foden, Kane — una generazione che non ha eguali nella storia del calcio inglese. Se non vincono questo Mondiale, giocato nel Paese dove il calcio inglese ha la maggiore influenza culturale, quando vinceranno? E’ la domanda che accompagnera’ ogni partita dei Three Lions da qui al 19 luglio. La mia risposta, con tutta l’ironia affettuosa che un italiano puo’ riservare al calcio inglese: probabilmente non quest’anno. Ma sarei felice di sbagliarmi — perche’ una squadra con questo talento merita almeno un titolo.