Giappone al Mondiale 2026: L'Asia Puo' Fare il Grande Salto?

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Ogni sabato pomeriggio, quando guardo la Serie A, mi imbatto in giocatori giapponesi. Sono ovunque: in Italia, in Germania, in Inghilterra, in Spagna, in Francia. Il calcio giapponese ha compiuto una trasformazione silenziosa che pochissimi in Europa hanno colto nella sua interezza. Quando al Mondiale 2022 il Giappone ha battuto Germania e Spagna nella fase a gironi — due campioni del mondo in una settimana — il mondo si e’ stupito. Io no. Lo stupore era di chi non aveva guardato i dati: il Giappone ha piu’ giocatori nei top-5 campionati europei di qualsiasi altra nazione asiatica, e il gap con le potenze tradizionali si e’ ridotto a un livello che rende ogni pronostico incerto. Il Giappone al Mondiale 2026 e’ la mia sorpresa preferita del torneo — e non lo dico alla leggera.
La crescita inarrestabile del calcio giapponese
La strategia del calcio giapponese e’ stata un capolavoro di pianificazione a lungo termine. Negli anni ’90, la JFA (Japan Football Association) ha deciso che il futuro del calcio nipponico passava dall’Europa — non dalle accademie locali, non dalla J-League, ma dall’esperienza diretta nei campionati piu’ competitivi del mondo. Trent’anni dopo, il risultato e’ sotto gli occhi di tutti: oltre 100 giocatori giapponesi militano nei campionati europei, di cui una trentina nei top-5 campionati. E’ un numero che supera quello di molte nazioni tradizionalmente considerate potenze calcistiche.
Il dato che meglio fotografa la crescita e’ l’eta’ media dei giocatori giapponesi in Europa: si e’ abbassata costantemente negli ultimi dieci anni, il che significa che i giovani arrivano prima, si adattano prima, e raggiungono il loro picco nel pieno della carriera — non a fine corsa, come accadeva per le generazioni precedenti. Il Giappone del 2026 avra’ una rosa dove la stragrande maggioranza dei titolari gioca in Europa, con un’esperienza collettiva nei grandi campionati che rivaleggia con quella di squadre tradizionali come il Belgio o l’Olanda.
Al Mondiale 2022, il Giappone ha dimostrato cosa puo’ fare quando il talento individuale si unisce a un’organizzazione tattica impeccabile. Le vittorie contro Germania (prima giornata) e Spagna (terza giornata) non sono state colpi di fortuna: sono state il prodotto di un piano tattico preciso — difesa bassa nel primo tempo, pressing altissimo nel secondo tempo quando l’avversario si stanca — eseguito alla perfezione. L’eliminazione agli ottavi contro la Croazia ai rigori e’ stata crudele ma non ha cambiato il messaggio: il Giappone e’ pronto per competere con le migliori.
Talenti in Europa: i giapponesi che conosco dalla Serie A
Come analista che segue il calcio italiano ogni settimana, ho un punto di osservazione privilegiato sui giocatori giapponesi in Europa — e il livello e’ impressionante. Takehiro Tomiyasu del Bologna (o del club dove militera’ nella stagione 2025-26) e’ un difensore versatile che puo’ giocare in ogni posizione della linea difensiva con la stessa affidabilita’. Daichi Kamada ha dimostrato alla Lazio e poi in Bundesliga di essere un trequartista di livello europeo, con una visione di gioco che ricorda i migliori fantasisti sudamericani.
Ma il giocatore giapponese che mi ha impressionato di piu’ negli ultimi anni e’ Takefusa Kubo del Real Sociedad — un esterno offensivo con un dribbling secco, una rapidita’ di pensiero e una capacita’ di calciare con entrambi i piedi che lo rendono un incubo per qualsiasi difensore. Al Mondiale 2026, Kubo sara’ nel pieno della maturita’ a 25 anni, e il suo rendimento in Liga spagnola suggerisce che puo’ essere uno dei giocatori piu’ impattanti del torneo tra quelli meno conosciuti al grande pubblico. Il mio voto: 8/10.
Kaoru Mitoma del Brighton e’ un altro nome che chi segue la Premier League conosce bene — la sua velocita’ sulla fascia sinistra e la capacita’ di saltare l’uomo in velocita’ lo rendono un’arma letale in contropiede, esattamente il tipo di gioco su cui il Giappone costruisce le sue prestazioni ai Mondiali. In porta, il Giappone non ha un nome di richiamo ma ha stabilita’ — e in un torneo dove i portieri spesso decidono le partite, l’affidabilita’ vale piu’ del talento puro. Voto medio rosa: 7.5/10 — superiore a quanto le quote suggeriscano.
L’identita’ tattica del Giappone merita un discorso a parte. L’allenatore ha perfezionato un sistema che sfrutta al massimo le caratteristiche fisiche dei giocatori giapponesi: non la stazza — i giapponesi sono mediamente piu’ bassi e leggeri degli europei — ma la velocita’ di esecuzione, la resistenza aerobica e la disciplina collettiva. Il Giappone pressa in gruppo con un’intensita’ che pochissime squadre al mondo possono sostenere per 90 minuti, e quando recupera palla, la transizione e’ fulminea — tre passaggi e sei in area avversaria. E’ un calcio che logora gli avversari fisicamente e mentalmente, e che al Mondiale 2022 ha messo in ginocchio la Germania nel secondo tempo. La domanda e’: puo’ il Giappone sostenere questa intensita’ per sette partite in un mese, nel caldo americano di giugno e luglio? E’ il fattore che determinera’ se i Samurai Blu sono una sorpresa da fase a gironi o una candidata seria per i quarti di finale.
Girone F: Olanda, Tunisia, Path B — la sfida
Il Girone F — Olanda, Giappone, Tunisia e il vincitore del Path B (tra Ucraina, Svezia, Polonia e Albania) — e’ uno dei piu’ equilibrati del Mondiale 2026. L’Olanda e’ la favorita, ma il Giappone ha le carte per competere per il primo posto — ricordate: ha battuto la Spagna e la Germania al Mondiale 2022, e l’Olanda non e’ piu’ forte di nessuna delle due.
La Tunisia e’ un avversario che il Giappone dovrebbe battere — la rosa giapponese e’ superiore in quasi tutti i reparti, e l’esperienza europea dei giocatori nipponici fa la differenza in termini di adattamento al ritmo delle partite internazionali. Al Mondiale 2022, la Tunisia ha pareggiato con la Danimarca e battuto la Francia (con le riserve) ma e’ uscita ai gironi — un bilancio che riflette una squadra solida ma limitata. Il vincitore del Path B — probabilmente l’Ucraina o la Polonia — aggiungera’ un avversario europeo con qualita’ e fisicita’, rendendo il girone ancora piu’ competitivo. Se esce la Polonia, il Giappone affrontera’ un avversario fisicamente imponente con Lewandowski in attacco; se esce l’Ucraina, trovera’ una squadra con il cuore di chi gioca per qualcosa di piu’ grande del calcio.
La mia previsione: Olanda prima con 7 punti, Giappone secondo con 5-6, Path B terzo con 3-4, Tunisia quarta con 1-2. Ma un Giappone primo nel girone — battendo l’Olanda come ha battuto Germania e Spagna — e’ uno scenario che stimo al 25%. Non scommetterei contro. Il Giappone al Mondiale 2022 ha insegnato a tutti che le previsioni basate sulla reputazione storica delle nazionali non valgono piu’ nulla quando una squadra ha il talento e l’organizzazione per competere.
Quote Giappone: la mia sorpresa del torneo
Il Giappone e’ quotato tra 30.00 e 50.00 per la vittoria del Mondiale 2026. Sono quote che riflettono ancora il pregiudizio del mercato verso le squadre asiatiche — un pregiudizio che il Mondiale 2022 avrebbe dovuto seppellire definitivamente. Il mio modello assegna al Giappone un 2.5% di probabilita’ di vittoria del torneo — il che rende le quote sopra 40.00 una scommessa con valore.
Ma il valore reale sulle scommesse giapponesi sta nei mercati di girone: “Giappone supera la fase a gironi” a quota 1.80-2.00 e’ una scommessa che il mio modello valuta al 58% — valore eccellente. “Giappone batte l’Olanda” a quota 4.00-5.00 e’ la scommessa ad alto rischio che pago per la storia: il Giappone ha il DNA del giant-killing, e contro squadre europee tradizionali gioca le sue partite migliori. Per chi, come me, ama scommettere sulle outsider del Mondiale, il Giappone e’ la prima scelta.
Il Giappone al Mondiale 2026 rappresenta tutto cio’ che amo del calcio internazionale: una nazione che ha investito nella crescita con pazienza e visione, che ha portato i suoi giocatori nei migliori campionati del mondo, e che ora raccoglie i frutti di trent’anni di lavoro sistematico. La JFA ha costruito un modello che altre federazioni asiatiche stanno cercando di replicare — ma il Giappone ha un vantaggio di vent’anni su tutti. Se i Samurai Blu raggiungono i quarti — e la mia stima dice che hanno il 30% di probabilita’ di farlo — sara’ la conferma definitiva che il calcio asiatico non e’ piu’ un comprimario nel panorama mondiale. E per noi italiani che guardiamo i giapponesi in Serie A ogni weekend, non sara’ una sorpresa. Sara’ una conferma attesa. Il mio giudizio complessivo sulla rosa: 7.5/10 con un potenziale da 8.5 se Kubo, Mitoma e Kamada giocano il torneo della vita.